Albania e il Decreto Carceri nel mirino
Redazione TheBlackCoffee
Con l’occasione dell’evasione di un detenuto dal carcere di Catania Piazza Lanza, il sindacato UILPA dgli agenti di polizia penitenziaria ha diramato un comunicato.
«Un detenuto è evaso nella mattinata del 6 novembre dalla Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza. Non conosciamo la dinamica e abbiamo ancora poche e frammentarie notizie. Pare che fosse arrivato in istituto solo ieri e che per questo fosse ancora allocato alla sezione nuovi giunti. Sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine. Episodi come questo, confermano ancora una volta l’inefficacia e l’inefficienza del sistema penitenziario che non assolve affatto a nessuna delle funzioni a esso demandate». Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
«Del resto, a Piazza Lanza, con 430 detenuti presenti a fronte di una capienza per 279 e con 248 appartenenti alla Polizia penitenziaria a gestirli, quando ne servirebbero almeno 385, è solo grazie all’abnegazione, al sacrificio e alla professionalità degli operatori, sottoposti alle pene dell’inferno per la sola colpa di essere al servizio dello Stato, se i pure frequenti episodi come quello odierno non sono quotidiani e se non si realizzano fughe di massa» – aggiunge il Segretario della UILPA PP.
«Ci chiediamo cosa ne sia stato delle, per la verità non meglio precisate, ulteriori misure annunciate dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’indomani della conversione in legge del Decreto Carceri. Se il Guardasigilli, la Premier, e l’intero Governo prestassero un po’ dell’attenzione che dedicano al “sistema Albania – contribuendo peraltro ad alimentare sterili, inutili, vili e codarde caccie alle streghe – alle carceri nel nostro Paese, forse potrebbero riuscire a trovare qualche soluzione. Quindicimila detenuti oltre i posti disponibili, 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria, che ha peraltro subito 3mila aggressioni nei soli primi 10 mesi dell’anno, 79 suicidi fra i reclusi e sette fra gli agenti nel 2024, omicidi, evasioni, risse, stupri, traffici illeciti e molto altro ancora, richiedono interventi tangibili e immediati, non la solita propaganda» – conclude De Fazio.
Sabato, 9 novembre 2024 – Anno IV – n°45/2024
In copertina: immagine di Luca Rossato – CC BY-NC-ND 2.0